Intimamente uniti a Cristo Gesù – XXVI Ord (A)

Intimamente uniti a Cristo Gesù – XXVI Ord (A)

La vita cristiana non è un rapporto formale con Cristo Gesù, un obbedire ad un codice etico senza alcuna relazione interpersonale.

È invece amicizia con Lui, intimità da cuore a cuore, amore purissimo e spirituale. È altresì desiderio di servirlo in questa vita per poterlo un giorno raggiungere in Paradiso e gioire per sempre con gli Angeli e i Santi, contemplando il suo Volto di luce.

In questa prospettiva il cristiano vive, soffre e spera, impegnandosi ogni giorno di più per divenire con il suo Maestro e Signore un unico mistero di morte e resurrezione. Si sforza di passare attraverso la porta stretta del Vangelo, senza cedere alle lusinghe del mondo. Si impegna a vincere il male che lo vorrebbe conquistare. Lavora su se stesso per acquisire le sante virtù. Accoglie ogni croce e impara a trasformare ogni sua sofferenza in occasione preziosa per contribuire alla Redenzione.

Fa tutto questo tenendo lo sguardo fisso rivolto verso il Crocifisso e a lui chiede la grazia di fare propri i Suoi sentimenti, accogliendo l’invito dell’Apostolo Paolo: «Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù…» (cf. Fil 2,1-11).

Ma quali sono questi sentimenti? Vediamone alcuni. 

Anzitutto l’obbedienza incondizionata alla volontà di Dio Padre fino alla morte di Croce. Non l’obbedienza di un giorno, ma l’obbedienza fino all’ultimo respiro. Essa è una virtù difficile da acquisire, ma è la virtù primaria da vivere, perché è l’obbedienza che fa il cristiano. Lo purifica dalla sua superbia e lo rende strumento docile nelle mani dello Spirito Santo. Lo eleva ai vertici più alti della santità. Lo rende conforme al Crocifisso. Lo rende credibile e lo libera dalla falsa religione.

Altro sentimento di Cristo è il coraggio della fede, che consiste nel fidarsi totalmente del Padre celeste, anche quando non si comprende il “perché” dei suoi comandi e ci si deve consegnare totalmente alla sua Provvidenza, al di là di ogni calcolo umano o previsione possibile. È il coraggio di lasciare tutto e tutti per consacrarsi totalmente all’opera di Dio. Il coraggio di dire e vivere solo e soltanto il Vangelo, senza nulla aggiungere e nulla togliere, nonostante questo non piaccia al mondo che per tale motivo ti deride, ti insulta e ti crocifigge. È il coraggio di affrontare a viso aperto la vita così come essa è, nella buona e cattiva sorte, lontani da ogni ribellione o scoraggiamento.

Vi è poi il desiderio della vita eterna. Questo è sentimento assai importante per chi vuole servire il Signore e divenire crocifisso con lui. Infatti solo se si ha come meta ultima il Paradiso non ci si lascia sopraffare dagli affanni della Terra, non si perde mai la speranza, non si attacca il cuore al peccato nei suoi molti dinamismi. Il desiderio della vita eterna ha sostenuto Gesù e sostiene il cristiano che crede in lui. Lo conforta e lo rafforza. Lo incoraggia e orienta i suoi passi verso la vita vera.

E infine, sentimento di Cristo, è la capacità di amare sempre e comunque. Amare tutti e servirli con umiltà, chinandosi per lavare i piedi, sanare le ferite, asciugare le lacrime, dire a tutti che la Redenzione è possibile, anche quando il peso della colpa ti sembra soffocare. L’amore – o carità crocifissa che dir si voglia – ha spinto e spinge Gesù a consumarsi come olocausto gradito al Padre per la salvezza dei peccatori di ogni tempo, a vederli con occhi compassionevoli e cuore di misericordia. Lo ha spinto e lo spinge a cercare la pecorella smarrita, a fasciare con pazienza quella malata, a portare gli agnellini sul petto e a condurre dolcemente le pecore madri (cf. Is 40,11). Lo ha spinto e lo spinge a dare la vita per noi tutti, spesso testardi e di dura cervice.

Questi sentimenti, insieme a tutti gli altri che albergano nel cuore di Cristo, siamo tutti chiamati a fare nostri, perché è questa la strada da percorrere per vivere intimamente uniti a Cristo e riuscire a continuare la sua opera salvifica fino alla fine dei tempi. 

La vita cristiana è cura della vita interiore, immersione nel Cuore di Gesù, dimensione nuova nello Spirito Santo del proprio esistere. È vita di grazia e partecipazione alla natura divina che inizia con il Battesimo e si perfeziona con gli altri Sacramenti, in particolare con l’Eucarestia che la alimenta giorno dopo giorno.

Il Crocifisso risorto ci conceda la grazia di percorrere questa via di santità, questo sentiero impervio e costellato di ostacoli, ma assai entusiasmante e ricco di grandi soddisfazioni. 

La Vergine Maria si prenda per mano e ci faccia diventare un cuor solo e un’anima sola con il suo Figlio Gesù.

 

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