Lettera agli Insegnanti 2026 – Festa della Santa Croce

Lettera agli Insegnanti 2026 – Festa della Santa Croce

Carissimi Insegnanti di ogni ordine e grado, con grande gioia vi accogliamo oggi nella Casa del Signore, che è anche la vostra casa.

Vi diciamo “grazie” per l’opera educativa che svolgete con impegno e competenza a favore di coloro i quali vi sono stati affidati, alunni di ogni età. Tale opera è oggi più che mai essenziale, in questo tempo in cui la società tende a mortificare la dignità della persona umana. Questa va messa al centro di ogni processo educativo, sociale ed ecclesiale, con quella Sapienza che sa cogliere la specificità e l’unicità di ogni uomo e di ogni donna, del bambino e del giovane, dell’adulto e dell’anziano, del malato e di chi malato non è.
Non siamo una massa informe di cellule pensanti né tantomeno animali ragionevoli più evoluti degli altri, bensì creature “ad immagine e somiglianza di Dio”, per creazione capax Dei, cioè capaci di conoscere Dio, di amarlo e di servirlo in ordine all’edificazione del suo Regno di giustizia e di pace. Con le parole del Santo Padre, Leone XIV, e del Concilio Vaticano II anche noi siamo convinti che «la persona umana è chiamata alla comunione con Dio e “non può ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero di sé”: la sua vocazione più profonda è entrare nel movimento trinitario dell’amore ricevuto e condiviso».

Che mistero altissimo che avvolge ciascuno di noi! Mistero che siamo chiamati a penetrare nella luce dello Spirito Santo per poterlo sempre più realizzare, aiutandoci vicendevolmente a tal fine.
Purtroppo però, nella storia degli uomini, è entrato e continua ad entrare il peccato che è separazione da Dio, allontanamento, dimenticanza, a volte ribellione contro di Lui. Così dalla realizzazione di sé si passa all’incompiutezza esistenziale, dalla gioia si passa alla tristezza, dalla vita si passa alla morte, dalla pace si passa all’inquietudine del cuore. I mali dell’uomo non vengono da Dio. Vengono dall’uomo che si separa da Dio e pretende di vivere in maniera autonoma e autoreferenziale, senza la luce che viene dall’Alto e senza la grazia che sgorga dal Cuore di Gesù crocifisso. L’uomo si separa da Dio, disobbedendo alla sua Legge, e diventa artefice di sofferenza, distruzione e morte. Genera dissidi dentro e fuori di sé. Lentamente tende ad autodistruggersi senza accorgersene.

Ma noi possiamo fare tanto! Tutti insieme. Lavorando in sinergia e mai da soli o addirittura gli uni contro gli altri.
Carissimi Insegnanti di ogni ordine e grado, siate ogni giorno di più consapevoli della vostra altissima missione, del compito delicato che Dio Padre vi affida. Voi più di tutti, dopo i genitori, avete contatto con i bambini, i ragazzi, gli adolescenti, i giovani. Potete fare tanto e sono fiducioso che già lo facciate. Potete insegnare ai vostri alunni quanto preziosa sia la loro vita che è posta nelle loro mani, affidata alla loro responsabilità e saggezza. Dalle loro scelte – di oggi e di domani – dipende il loro presente e il loro futuro, la loro felicità e realizzazione oppure la loro incompiutezza esistenziale.

Insegnate loro questa verità, insieme a tutto il resto che riguarda la Scuola e i programmi ministeriali. Ricordate che l’uomo e la donna, chiunque essi siano e dovunque essi vivano, hanno bisogno di Cristo Gesù, del suo Vangelo, della sua grazia, della sua Croce, la cui esaltazione festeggeremo domani. In Cristo infatti, e solo in lui, l’uomo è redento, riscattato dalla sua schiavitù, liberato dalla falsità che Satana tenta di inoculare nei nostri cuori e nelle nostre menti, e ohimè a volte ci riesce.

Carissimi, non abbiate dubbi. Senza Cristo Gesù nessuno di noi può tornare a Dio. Nessuno. Cristo è necessario a tutti, checché ne dicano i pensatori antichi, moderni e contemporanei che vorrebbero oscurare la Sua unicità e grandezza. Siate forti, saggi e determinati! Cristo Gesù sia per voi l’Amico fedele e il Maestro con la lettera maiuscola che sempre vi guida con il suo Santo Spirito affinché siate luce di sapienza per i vostri alunni e per chiunque entra in relazione con voi. Ricordate che solo nella misura in cui avrete Cristo Gesù nel cuore potrete vivere in pienezza la vostra missione educativa. Solo con lui nel cuore e nella mente insegnerete ai vostri alunni la sapienza del vivere che ha bisogno di nozioni e competenze, ma le supera infinitamente perché essa rende possibile la comunione di amore con Dio e con gli altri.

Ecco allora la necessità di fare nostri i sentimenti di Cristo per insegnargli agli altri. E i suoi sentimenti sono l’obbedienza alla volontà di Dio Padre fino alla morte di croce, la saggezza del discernimento in ogni piccola o grande scelta della vita, la mitezza, il perdono fino a 70 volte 7, la fortezza nelle prove della vita, il coraggio della fede, il desiderio della vita eterna, la libertà dagli affanni della terra, la capacità di amare senza riserve e senza attendersi il contraccambio, anche dinanzi agli spunti e agli insulti, alle derisioni e alle persecuzioni, alla sofferenza e alla croce.

Carissimi Insegnanti, alziamo lo sguardo e contempliamo con fede Gesù crocifisso! Innamoriamoci di Lui e lasciamoci amare da Lui! Chiediamogli che sia la nostra Guida e il nostro Maestro affinché sappiamo custodirci a vicenda e sappiamo custodire e aiutare quanti Lui ci affida e sono piccoli, vulnerabili, in formazione, sono ramoscelli fragili che hanno bisogno di noi per diventare in Cristo alberi forti e robusti che nessun vento e nessuna tempesta può abbattere.

Grande è la nostra missione! Grande è la fiducia che Dio Padre ha posto in noi! Grande è il mistero che ci avvolge! Siatene consapevoli e date il meglio di voi stessi affinché Cristo Gesù trionfi con la sua luce per mezzo della vostra fede, della vostra santità, del vostro amore.

La Vergine Maria, nostra Madre e Regina, ci assista e ci prenda per mano. Si consoli nei momenti in cui la fatica è grande e ci custodisca sotto il suo manto, lontani dalle insidie del nemico. A Lei vi affido. A Lei affido la vostra missione e la nostra comunità parrocchiale e civile, nella serena fiducia che Ella saprà come intercedere per noi presso il suo Figlio Gesù. E così sia.

Sant’Onofrio, 26.9.2026

 Il Parroco
Sac. Lucio Bellantoni