La donna cananea è per noi esempio da imitare per la sua preghiera convinta e capace di convincere, audace ed intelligente.
Ella ha ottenuto da Gesù una grazia assai difficile da ottenere, poiché non si è data per vinta e non si è tirata indietro, nonostante l’atteggiamento del divin Maestro, che avrebbe scoraggiato non pochi di noi. È stata forte e determinata, ha creduto fino in fondo, ha gridato con tutte le sue forze, fino ad essere esaudita.
La donna cananea non è presentata a noi, da Gesù, come una bambina capricciosa, bensì come una donna dalla grande fede, una donna da imitare e da lodare (cf. Mt 15,28).
Ma cosa ha animato la sua preghiera? Qual è il segreto del suo agire e del suo dire?
Anzitutto è da notare il grande amore che ella ha per la figlia, un amore sincero e profondo, un amore materno. È questo che la spinge a cercare Gesù, a rincorrerlo, a non dargli tregua, a implorarlo con fermezza. La cananea ama sua figlia e fa tutto ciò che è in suo potere per soccorrerla in quella grande tribolazione. Lei soffre nel vederla soffrire, nutre per lei grande compassione e non può starsene con le mani in mano.
L’amore per l’altro, per tutti coloro che il Signore ci affida in diversa misura, dovrebbe animare anche la nostra preghiera. Solo così essa sarebbe autentica, preghiera del cuore prima che della mente, preghiera accorata e non distratta o superficiale. L’amore è essenziale, perché accende le nostre facoltà e ci sveglia dal gelido torpore che troppo spesso paralizza le nostre relazioni e le nostre giornate.
In verità, solo chi ama si prende a cuore la vita dell’altro, è capace di vera compassione e si sa fare intercessore per lui presso Dio. Pertanto è cosa buona chiedere ogni giorno allo Spirito Santo questo dono stupendo e coltivarlo nella purezza dei sentimenti, lontani da ogni giudizio avventato e dalla tentazione di vedere in chi ci è accanto solo i difetti, le mancanze, le fragilità.
Altra caratteristica della cananea, che possiamo tutti fare nostra, è l’intelligenza della sua preghiera, che sa addurre le ragioni dell’esaudimento. È la preghiera che usa la razionalità e la orienta al sommo bene. Non è ripetizione di formule né un “onorare il Signore solo con le labbra”, bensì coinvolgimento pieno di tutto se stessi affinché la salvezza si compia per noi e per gli altri.
La preghiera intelligente e sapiente è quanto mai necessaria a chi vuole edificare il Regno di Dio, perché essa è la via per presentare all’Onnipotente la storia attuale affinché Egli intervenga con il suo agire risolutore. Si legge la storia che si sta vivendo e la si interpreta con gli occhi dello Spirito Santo, la si vuole condurre nella verità del Vangelo e si chiede a Dio che venga in soccorso ai suoi figli.
Questo tipo di preghiera si rivela così uno strumento essenziale per operare sempre in comunione con la Santissima Trinità. Non come burattini passivi, ma come persone che collaborano attivamente e consapevolmente alla Redenzione, come protagonisti della Storia della salvezza.
La cananea è tutto questo, ma lo sono anche molti altri personaggi presenti nella Sacra Scrittura come ad esempio Abramo, Mosè, Davide, i Profeti, gli Apostoli e – non per ultima – la Vergine Maria. Anche noi allora acquisiamo questa mentalità e impariamo a dialogare con Gesù in modo intelligente, illuminati sempre dalla Parola di Dio che aiuta il nostro discernimento e lo rende ogni giorno più perfetto.
Infine un ultimo particolare ritengo sia importante sottolineare in questa sede.
La donna cananea ha una certezza nel cuore, e cioè che Gesù è l’unico che può liberare dal potere del demonio la sua figlioletta. Non solo da una malattia o da una prova, ma da colui che vuole la nostra rovina e sempre ci assale per farci suoi schiavi.
Questa fede va oggi incrementata e insegnata a piccoli e grandi. Quanti sono infatti coloro che pensano che il male non esista! Quanti deridono la Chiesa quando parla di tentazione e afferma che essa non è autosuggestione, bensì invito a disobbedire alla volontà di Dio, che viene a noi da angeli e uomini ribelli! Quanti sono coloro che non considerano affatto la dimensione spirituale e trascendente dell’essere umano e che non credono che l’uomo può essere strumento dello Spirito Santo, ma anche strumento di satana!
E così si è schiavi in catene, tormentati nella mente e nel cuore, nell’anima e nel corpo, succubi di false illusioni e tranelli diabolici preparati ad arte.
La cananea crede in Cristo quale liberatore dell’uomo dal Maligno. La sua figlioletta non aveva altre vie, se non quella della misericordia di quell’Uomo onnipotente: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio…Solo tu sei la mia speranza! Solo tu mi puoi aiutare! Solo tu puoi salvarci!» (cf. Mt 15,22).
Pregare con fede significa prima di tutto vedere Gesù come il Liberatore, la Fonte perenne della vera libertà. Questo ministero è solo suo, di nessun altro, perché solo lui è il Signore del Cielo e della Terra a cui obbediscono i mari e i venti, i Troni, i Principati e le Potestà, e anche Satana e i suoi angeli.
Ma chi ha oggi questa fede, se moltissimi sono coloro che parlano di liberazione dell’uomo solo in termini sociali e immanentistici? Chi ha oggi questa fede, se tanti – anche nella Chiesa – pensano che i mali da estirpare dalla società siano soltanto l’ingiustizia, la violenza, la povertà, le guerre, le malattie, le diseguaglianze sociali e cose del genere? Chi ha questa fede, se si ha dell’uomo una visione distorta, se lo si priva dell’anima immortale, se si nega il “legame intimo e vitale con Dio” in nome di un’antropologia antievangelica?
Sono domande, queste, che mettono in discussione il modo di concepire, nel contesto attuale, la Pastorale di molti e che invitano ciascuno a riflettere, perché se una donna pagana crede in Gesù quale unico Redentore dell’uomo, mentre un battezzato lo considera “uno tra tanti redentori”, allora il problema è serio. Significa che oggi si sta cadendo dalla retta fede o si è già caduti, finendo per scadere in una evangelizzazione senza trascendenza e senza alcun riferimento allo specifico mandato di nostro Signore (cf. Mt 28,18-20).
La Vergine Maria venga in nostro soccorso. Ci insegni la preghiera convinta che sa convincere, metta nel nostro cuore il suo stesso amore per l’umanità, ci renda intelligenti nel dialogo con il suo Figlio e faccia sì che la nostra fede in Lui, quale unico e solo Redentore dell’uomo, non crolli mai, non venga mai meno, mai si esaurisca.
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