Liberi da ogni pregiudizio per amare come Gesù – III Quaresima (A)

Liberi da ogni pregiudizio per amare come Gesù – III Quaresima (A)

Sono molti coloro che, come la Samaritana, non conoscono Gesù e pertanto vivono un’esistenza opaca, immersa nell’immoralità e nel peccato. Rincorrono le false chimere e cercano la realizzazione e la felicità nelle cose della terra. Non distinguono con esattezza il bene dal male, a causa di una coscienza non formata adeguatamente.

Costoro sono spesso gente vicina a noi, e non solo lontana. Gente che abita a fianco alla nostra porta, che incontriamo ogni giorno, con cui spesso dividiamo persino il pane. 

Gesù ci insegna che è nostro dovere, un dovere d’amore, prenderci a cuore la loro vita e aiutarli, per quanto più possibile, a passare dalle tenebre alla luce. Queste persone non vivono accanto a noi per un caso fortuito, ma perché il Signore ce li affida nella sua sapienza e pone nelle nostre mani la loro salvezza.

«In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: “Dammi da bere”» (Gv 4,5-7). 

L’episodio della donna di Samaria è un invito alla missione evangelizzatrice, tanto urgente in ogni momento storico che l’umanità attraversa. È un invito ad abbandonare le logiche del pregiudizio, delle catalogazioni facili, del pettegolezzo che fa apparire chi abbiamo dinanzi come un nemico da abbattere o comunque da evitare. Un invito a passare dall’indifferenza alla compassione fraterna. 

Pensiamo per un istante a cosa sarebbe successo se Gesù non fosse entrato in dialogo con la Samaritana. Peccatrice era, e tale sarebbe rimasta. Adultera era, e tale avrebbe continuato ad essere fino alla morte. Invece il divin Maestro l’ha guardata con occhio di misericordia e con sapienza è entrato in dialogo con lei e ha fatto sì che il suo cuore si aprisse alla fede in lui, Messia del Signore. 

Molti, anzi moltissimi, sono coloro che oggi vivono nel peccato, ma c’è da chiedersi cosa facciamo noi, destinatari di ogni dono di grazia e verità in quanto cattolici, perché costoro si convertano e vivano. 

Abbiamo un cuore libero da ogni pregiudizio? Sappiamo vedere chi abbiamo dinanzi, chiunque esso sia, come qualcuno da amare con il cuore di Cristo? Ci impegniamo con forza a crescere in santità affinché egli ascolti per mezzo nostro l’annuncio della salvezza? Facciamo tutto quello che possiamo per mostrargli la bellezza della vita cristiana perché ne rimanga conquistato? Siamo disposti a faticare, e anche tanto, perché la sua vita diventi gradita a Dio? 

Oppure siamo gente pigra, amante della vita agiata, disinteressata, che nulla fa per fare risuonare il Vangelo nel mondo e che si scandalizza quando c’è qualcuno che va incontro ai Samaritani di oggi per indicare loro la via della verità e della vita?

Vale la pena farsi un esame di coscienza e tenere lo sguardo fisso su Gesù che anche a noi dice: “ho sete”, non però di acqua, bensì di anime

La vicenda della Samaritana deve riempire il nostro cuore di speranza. Una donna come lei, che viveva immersa nell’immoralità, ha incontrato Gesù, ha ascoltato la sua voce, ha creduto in lui ed è divenuta una grande missionaria, capace di portare un paese intero dal Salvatore del mondo. Lei ha cambiato vita, e dunque è possibile che anche il più grande peccatore si converta. Ma ha avuto bisogno di aiuto. E questo aiuto lo ha ricevuto da Gesù. 

Anche per tanti che vivono accanto a noi la dinamica è la stessa. Pertanto, non giudichiamo, non condanniamo, non lasciamoci sopraffare da pregiudizi e pensieri negativi di ogni genere che altro non fanno che impedirci di essere “sorgenti di acqua zampillante per la vita eterna”. 

Impegniamoci e lavoriamo sodo perché chiunque possa avere la gioia di incontrare Gesù e di lasciarsi conquistare dal suo amore. Egli opererà attraverso di noi, se avremo fede, e per mezzo nostro continuerà a salvare tanti che in fondo hanno sete di Lui, ma non lo conoscono perché non c’è nessuno che glielo fa conoscere secondo verità. 

Ci aiuti la Vergine Maria, nostra Madre e Regina, che ci ha insegnato la gioia della missione, del portare a tutti il suo Figlio Gesù che solo può dissetare la nostra anima.

 

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