Sale della terra e luce del mondo – V Ord (A)

Sale della terra e luce del mondo – V Ord (A)

Le immagini del sale e della luce dicono qual è la missione del cristiano, che si è fatto discepolo di Cristo e testimone del suo Vangelo nel mondo. 

Anzitutto cosa hanno in comune il sale e la luce? Hanno in comune che entrambi non lasciano ciò con cui vengono a contatto così com’è. Sia il sale che la luce hanno una particolare efficacia che li caratterizza. Il sale dona sapore. La luce dirada le tenebre, il buio, la notte. Il prima, dunque, non è il dopo. Basti pensare all’arte culinaria di uno chef, così come ad una lampada che è posta in una stanza buia. Tutto cambia, grazie al sale e alla luce. 

Così è il cristiano, se è Santo, se cammina cioè nella volontà di Dio e come il suo Signore è colmo di verità e grazia (cf. Gv 1,14). Chi lo incontra, lo ascolta, entra in contatto con lui non è più lo stesso. Se costui è di buona volontà, si converte, è illuminato dalla luce di sapienza delle parole che ascolta, vede ogni cosa nella luce dello Spirito Santo, riceve persino consolazione e guarigione. Se è di cattiva volontà, diventa responsabile della sua “non fede” e non può più giustificare il proprio peccato, se non mentendo e dicendo ogni sorta di male a causa del Vangelo contro chi ha fatto risuonare il Vangelo nelle sue orecchie e nel suo cuore.

Laddove il cristiano è sale e luce in Cristo, cambia il modo di pensare e di discernere, cambia lo stile di vita e tutta intera la società. Ecco l’efficacia di cui sopra, che ha caratterizzato Gesù e la sua opera che ha cambiato in modo radicale ed irreversibile la storia degli uomini. 

Cosa invece non hanno in comune il sale e la luce? La risposta è semplice: il sale è invisibile, la luce è visibile.

Il sale si scioglie, ad esempio, nell’acqua e apparentemente questa non cambia di aspetto. Così è il cristiano che opera nella storia con quella carità crocifissa che si fa offerta di sé, al Padre dei cieli, per la salvezza di tutti, in modo silenzioso e lontano dai clamori e dalla gloria del mondo. Così è il cristiano che si consuma lentamente, si scioglie, come sacrificio di soave odore sull’altare dell’obbedienza perfetta allo Spirito Santo, nella fatica quotidiana dell’evangelizzazione, nella pazienza tanto necessaria dinanzi alla fragilità e non di rado alla cocciutaggine dell’uomo, nel perdono dei carnefici, nella preghiera diurna elevata di giorno e di notte, nella sopportazione di ogni sofferenza e nel rinnegamento di se stessi, dei propri pensieri, dei propri desideri, dei propri progetti affinché solo la volontà di Dio si compia, “come in Cielo, così in Terra”.

La luce è invece visibile, così come lo sono le parole e le opere del cristiano, che non rimane nascosto, perché professa la sua fede apertamente, dinanzi a tutti, con coraggio e grande determinazione. Il Vangelo infatti non si vive soltanto nella sfera privata, nella propria cameretta o tra le mura di una chiesa parrocchiale. Si vive anche nel mondo, sul posto di lavoro, tra parenti e amici, laddove si fa la politica e l’economia, laddove si promulgano le leggi, dove si pratica lo sport, nelle scuole e negli ospedali, negli uffici e nelle campagne. Ovunque insomma, perché solo la fede che diventa testimonianza, opera visibile, attrae, conquista, converte, salva e redime. In verità tanto ci sarebbe da dire su questo ultimo punto, perché oggi il mondo vuole un cristiano sordo, cieco e muto, che non dia fastidio ai falsi profeti del nostro tempo e li lasci lavorare in pace, mentre distruggono l’umanità nella sua più pura essenza.

Il sale è invisibile, la luce è visibile. In queste due dimensioni siamo chiamati a vivere il Vangelo. Con la sapienza che viene dallo Spirito Santo e con l’amore vero che dobbiamo sempre attingere nell’Eucaristia e ravvivare nella preghiera.

Se tutti insieme, ognuno secondo il suo ruolo e i suoi carismi, avremo fede nella missione che Gesù ci affida e con coraggio faremo la sua volontà, l’umanità intera si risolleverà dalla condizione miserevole nella quale si trova e conoscerà la pace vera. Se invece perderemo il sapore e ci nasconderemo dietro le nostre paure, saremo gettati via e calpestati dagli uomini, come il figliol prodigo, che si trovò in mezzo ai maiali triste e sconsolato (cf. Lc 15,15-17). 

La Vergine Maria, Stella dell’evangelizzazione, interceda per noi e ci ottenga le grazie necessarie per non deludere le attese che il divin Maestro ha su ciascuno di noi. 

 

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