Gesù invita ciascuno di noi ad andare a lui, ci promette il ristoro, la pace del cuore, la vita eterna. Tuttavia questo non significa vivere il nostro pellegrinaggio terreno alla maniera umana.
Non siamo cioè chiamati a vivere nel Paradiso terrestre o su di un’isola incontaminata, ma piuttosto ad iniziare ogni giorno un cammino di perfetta conformazione a lui, che è il Messia crocifisso, il Dio misericordioso che ama l’uomo tanto da offrire se stesso, nella grande sofferenza, per la Redenzione dell’umanità, ferita a causa del peccato e schiava del Principe di questo mondo.
Gesù chiede a ciascuno di noi di continuare l’opera salvifica che lui ha inaugurato. Chiede a ciascuno di noi di diventare protagonista della Storia della salvezza, di prenderci a cuore la vita della Chiesa e la sua missione che è quella di “andare in tutto il mondo a predicare il Vangelo ad ogni creatura”.
Il giogo di Cristo, che siamo chiamati a prendere su di noi, è il desiderio di condurre nell’ovile del buon Pastore una moltitudine di anime, lo zelo missionario perché nessuno che ci è stato affidato si perda a causa della nostra omissività o del nostro peccato.
In questa luce comprendiamo bene l’altra parola di Gesù che è rivolta ad ogni cristiano: «chi vuol venire dietro di me, rinneghi ogni giorno se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (cf. Mt 16,24-25) cioè decida in cuor suo di offrire la propria vita al Padre celeste, divenendo continuatori della Redenzione.
Il giogo di Cristo si configura così come carità crocifissa che spinge il cristiano a vivere “non per se stesso, ma per gli altri”, “non per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti”. Si configura altresì come obbedienza perfetta allo Spirito Santo per vivere non secondo i propri pensieri, ma secondo il pensiero di Cristo. Si configura inoltre come ascesi personale e dunque lotta contro ogni vizio e acquisizione di ogni virtù.
Il cristiano che desidera sperimentare il ristoro di Cristo e la sua pace, «vive nel mondo, ma senza appartenere al mondo» (cf. Gv 15,18-21). Attingendo dal Cuore di Gesù perennemente un amore sempre nuovo e più perfetto, si fa buon “lievito nella pasta” e paga di persona affinché tutti conoscano Cristo Gesù e a Lui consegnino la propria vita.
Paradossalmente il giogo di Cristo, che è la sua croce, diventa così via di pace interiore e di pienezza esistenziale e al contempo modalità autenticamente cristiana per vivere intimamente uniti a Cristo affinché Lui continui a salvare, a redimere, ad amare.
Dinanzi all’Eucaristia, ogni primo Venerdì del mese, chiediamo al Cuore di Gesù, per intercessione della Vergine Madre, che ognuno di noi prenda il giogo di Cristo sulle proprie spalle e con serenità e grande fede offra a se stesso in riscatto per molti.
Sperimenteremo così la pace vera e diverremo gli uni per gli altri dono di amore, dono di speranza, dono di vita eterna.
PER RIFLETTERE:
- Ti impegni a continuare l’opera salvifica di Cristo? Lo fai con zelo e competenza?
- Hai nel cuore il desiderio vivo di condurre a Cristo quanti Lui ti affida?
- Ti impegni a estirpare i vizi dal tuo cuore e a crescere nelle virtù?
- Sei buon lievito nella pasta? Vivi nel mondo ma senza appartenere al mondo?
- Porti la tua croce con amore e pazienza? Offri tutto a Gesù?



