Che sono mite – Mese di Marzo

Che sono mite – Mese di Marzo

La mitezza è la virtù di chi sa portare ogni croce senza ribellarsi. Di chi accoglie quanto accade come un mistero da vivere fino in fondo, con grande amore. Di colui che accetta di essere vittima dell’ingiustizia e di ogni sorta di prevaricazione a causa del peccato dell’uomo. 

Il mite vede la sofferenza come un’occasione per purificarsi e contribuire alla Redenzione, e non come una tragedia insormontabile o inutile. Egli ha sempre lo sguardo rivolto verso Gesù, Agnello innocente che offre se stesso al Padre celeste affinché il peccatore si converta e viva. Gesù, che paga il prezzo del nostro riscatto, versando il suo Sangue preziosissimo dall’alto della Croce e ci ama di eterno amore, nonostante tutto. 

Il mite sa che il male è presente nel mondo e non può essere sconfitto con la vendetta, l’odio e il rancore. Solo e soltanto l’amore, che sa salire e rimanere sulla croce, è l’arma che sconfigge il male in tutte le sue declinazioni. 

Vale la pena leggere ed ascoltare a tal proposito le parole dell’apostolo Pietro, che così si esprime, rivolgendosi a ciascuno di noi:

«Questa è grazia: subire afflizioni, soffrendo ingiustamente a causa della conoscenza di Dio; che gloria sarebbe, infatti, sopportare di essere percossi quando si è colpevoli? Ma se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti» (1 Pt 2,19-24).

Possiamo vivere questa nostra vocazione se ci rifugiamo ogni giorno nel Cuore di Gesù, se attingiamo in Esso, e dunque nell’Eucaristia, l’amore vero che vince ogni istinto omicida, ogni arroganza, ogni germe di violenza in noi. 

In questi tempi difficili che viviamo, in cui le guerre aumentano e la dignità della persona umana viene offesa e vilipesa, ciascuno di noi volga il suo sguardo al Crocifisso e sappia da lui imparare la mitezza e la capacità di trasformare ogni sofferenza in Redenzione.

Interceda per noi la Vergine Maria e ci ottenga la grazia di offrire la nostra vita a Dio, come Lei ha fatto sul Monte Calvario.

 

PER RIFLETTERE

  1. So portare ogni croce con mitezza?
  2. So trasformare ogni sofferenza in Redenzione? Sono convinto che ciò sia possibile?
  3. Accetto ogni sofferenza e ogni croce come purificazione di me stesso?
  4. Credo fermamente che la vendetta non è la soluzione al male che dilaga?
  5. Mi rifugio nel Cuore di Gesù ogni giorno? Attingo il suo amore nell’Eucaristia?
  6. Sono disposto a divenire in Cristo agnello innocente che toglie il peccato del mondo?