Con il Battesimo si diventa figli di Dio, partecipi della natura divina, creature nuove chiamate a manifestare al mondo lo splendore della Luce che è Cristo. Luce di verità, giustizia, santità, amore puro e perfetto.
A tale vocazione ciascuno di noi è chiamato a rispondere con generosità ed entusiasmo, e prima di tutto con la fede certa nell’assistenza dello Spirito Santo che ci rende invincibili contro il male e capaci di testimoniare il Vangelo sino agli estremi confini della terra, in parole ed opere.
Per rispondere a tale vocazione bisogna che il nostro sguardo sia costantemente rivolto verso il Figlio dell’Altissimo, Gesù. Lui dobbiamo conoscere, contemplare, amare. È così, e solo così, che nascerà in noi il desiderio di servirlo e aiutarlo affinché tutti si salvino, conoscendo la Verità che fa liberi (cf. Gv 8,32).
Il battezzato, dunque, non deve vivere alla maniera del mondo, ma alla maniera di Cristo. Altrimenti nulla può fare per l’edificazione del Regno di Dio. Chi lo incontra, lo ascolta e lo vede agire, deve poter incontrare, ascoltare e vedere agire Gesù Signore e non un fariseo o sadduceo, che dice di amare “Dio che non vede” mentre in realtà non lo ama affatto, perché “non ama il fratello che vede” (cf. 1 Gv 4,20). E in questo contesto amare significa “dare la vita per…sino alla morte alla morte di croce”, nella perfetta obbedienza allo Spirito Santo e alla Legge divina.
Come il Figlio dell’Altissimo, il battezzato «non grida né alza il tono, non fa udire in piazza la sua voce» (cf. Is 42,2), cioè non è una persona aggressiva, iraconda, che “asfalta” i suoi interlocutori per imporre il proprio pensiero con quell’arroganza che appartiene ai potenti della Terra. È invece persona mite, che con saggezza e amorevolezza invita tutti alla conversione al Vangelo, a credere in Gesù e nel suo amore che salva dalla Croce. È persona dalla parola ricca di sapienza, che illumina il sentiero della vita, infonde consolazione e speranza, serenità e tanta pace.
Il cristiano non alza la voce e non grida, perché non deve imporre niente a nessuno. Dice la verità del Vangelo, verità salvifica e liberante, ma lascia poi a chi ascolta la responsabilità della scelta. In questo è del tutto simile a Gesù che ha parlato a Pietro e a Giuda. Pietro ha accolto la correzione, seppure in un percorso a volte contorto. E per questo si è salvato. Giuda ha chiuso il suo cuore, si è lasciato fare schiavo dalla sete di denaro, ha tradito il suo Amico, ha concluso miseramente la sua esistenza terrena e le tenebre eterne hanno avvolto la sua anima e l’avvolgeranno per sempre.
Il cristiano vive e annuncia il Vangelo, con esso illumina le coscienze e sprona chiunque incontra lungo il cammino a credere in Gesù, «Figlio amato in cui il Padre ha posto il suo compiacimento» (cf. Mt 3,13-17) e le cui parole sono Parola di vita eterna. Per esperienza vissuta sulla propria pelle testimonia che «Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga» (cf. At 10,34-35). Si fa voce del Messia che è venuto nel mondo per «aprire gli occhi ai ciechi e far uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre» (cf. Is 42,7).
Il cristiano è uomo libero che non ha altri interessi, se non amare tutti con il cuore di Cristo Gesù che «non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mc 10,45).
È grande il mistero che avvolge noi battezzati e altrettanto grande è la missione a noi affidata: siamo figli di Dio e la salvezza del mondo intero passa anche attraverso di noi.
La Vergine Maria, che è nostra Madre per volontà del Crocifisso, ci ottenga una potente e quotidiana effusione di Spirito Santo affinché non sciupiamo il dono ricevuto e aiutiamo Gesù a continuare a parlare al cuore dell’uomo di ogni tempo, per la sua felicità e la sua salvezza.
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