La Parola accolta e donata a tutti – XV Ord (A)

La Parola accolta e donata a tutti – XV Ord (A)

La parabola del seminatore dice anzitutto a ciascuno di noi che la Parola di Dio è necessaria affinché possiamo essere Regno di Dio, discepoli di Gesù e testimoni del suo amore nel mondo. 

La Parola è il seme che mai deve mancare, altrimenti nessuno speri di poter portare frutti di conversione e salvezza. Essa va conosciuta sempre di più ed è per questo che nella Sacra Scrittura bisogna inabissarsi ogni giorno, senza mai pensare di poter essere sufficientemente formati. 

Non basta aver conseguito un titolo accademico né tantomeno essere da anni operatori pastorali, catechisti, docenti di teologia, Pastori del gregge. Anzi, tutte queste cose possono diventare una pericolosa tentazione, se spingono a smettere di avere fame e sete di sapienza. 

La Parola di Dio deve essere il pane quotidiano di ogni cristiano, insieme all’Eucaristia che rende capaci di metterla in pratica, secondo la volontà di Dio, vincendo il male e crescendo nelle sante virtù. A ben vedere uno dei drammi più tristi che si consumano dinanzi ai nostri occhi, oggi come ieri, è il vedere cristiani che navigano nell’ignoranza delle Sacre Scritture e dunque nell’ignoranza di Cristo, come insegna San Girolamo. Cristiani che non sono consapevoli del tesoro dall’inestimabile valore che è stato loro consegnato e che dovrebbero custodire nel loro cuore con grande cura. Cristiani che preferiscono il pensiero del mondo e le sue filosofie fallimentari che non sono di luce, bensì di tenebra. Cristiani che pur frequentando la Santa Messa di fatto non amano la Parola di Dio, perché non partecipano alla Catechesi e agli incontri di formazione, tanto necessari per divenire sempre più conformi al divin Maestro. 

Satana gradisce che i cristiani non conoscano la Sacra Scrittura, perché sa bene che in tal modo non potranno mai raggiungere la santità. Saranno sempre manipolabili dalla sua falsità e costruttori di vitelli d’oro.

Ecco allora la responsabilità di ciascun battezzato: essere terreno buono che accoglie il seme del Vangelo e lo fa fruttificare, con la grazia di Dio, 30, 60, 100 volte tanto, sostenuti dalla grazia di Dio e lasciandosi aiutare dalla Chiesa e dai suoi Pastori, che il Signore ha costituito come suoi mediatori necessari. 

E mentre fa tutto questo il battezzato, che diventa poi cresimato, annuncia il Vangelo e lo semina in ogni altro cuore. Non però in modo superficiale o approssimativo, bensì con una competenza che cresce giorno dopo giorno e si affina sempre più. 

La parabola del seminatore ci mette inoltre in guardia da alcuni pericoli che impediscono che la Parola di Dio fruttifichi nei nostri cuori. 

Il primo pericolo è la non comprensione di essa. Si conosce il dato oggettivo, la parola scritta, ma non se ne coglie il suo significato. Si è così privi di contenuti sapienziali, da vivere e da donare. Gli uccelli del cielo rubano presto il seme e nulla rimane nel cuore e nella vita. E sappiamo che questi uccelli sono i figli delle tenebre. 

L’altro pericolo è l’incostanza. Si inizia un cammino con entusiasmo, ma poi non ci si impegna ad essere sempre presenti agli incontri di formazione, e prima di tutto alla Santa Messa domenicale. Oggi ci sei, domani forse, dopodomani hai sempre da fare. E così la Parola di Dio non mette radici nel cuore e la piantina si secca in poco tempo. Fallisci la tua esistenza cristiana, precipiti in poco tempo nel vortice del “se ho tempo…ci andrò…forse”.

L’altro ostacolo sono gli affanni del mondo e le preoccupazioni della vita. Si è in tal caso succubi e schiavi delle cose della terra. Non si è liberi e non si crede veramente nel Dio provvidenza, che dona il sovrappiù a coloro che prima di tutto cercano il suo Regno (cf. Mt 6,33). Affanni del mondo possono essere persino la famiglia, il lavoro, gli hobby, se non vengono vissuti secondo verità e nello Spirito Santo. È questa una tentazione assai sottile dalla quale bisogna guardarsi giorno e notte. È tentazione che spesso si maschera di angelo di luce: ti viene proposto un bene da compiere, ma che non è il bene che il Signore vorrebbe che tu compissi. Lo abbiamo ascoltato non molto tempo fa: «chi ama il padre, la madre, la sorella, il fratello più di me non è degno di me» (cf. Mt 10,37-39). Ogni amore è fallace e pericoloso, se non si vive in Cristo e secondo la sua volontà.

Che il Signore ci aiuti ad essere cultori della Sapienza che sgorga dal suo Cuore e che mai va separata dalla Sacra Scrittura e dalla Tradizione viva della Chiesa, lette e interpretate nello Spirito Santo che ci conduce alla verità tutta intera (cf. Gv 16,13). Egli ci guidi passo dopo passo nel cammino della nostra santificazione e accenda in noi quel fuoco di amore che i discepoli di Emmaus sentirono ardere nel proprio petto, quando il divino Viandante spiegava loro il suo mistero di morte e resurrezione partendo dalle Scritture (cf. Lc 24,13-35).

La Vergine Maria, nostra Madre e Regina, interceda per noi e ci ottenga la grazia di essere al tempo stesso terreno buono che porta molto frutto e seminatori entusiasti e sapienti della Parola che salva.

 

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