Pronti a combattere contro il tentatore – I Quaresima (A)

Pronti a combattere contro il tentatore – I Quaresima (A)

La tentazione è inganno satanico. Confonde la mente. Annebbia la vista. Lentamente conduce alla rovina.

La Sacra Scrittura afferma questa verità sin dalle sue prime pagine e ci consegna lo stupendo capitolo terzo del libro della Genesi, che è parola eterna, un vero capolavoro dello Spirito Santo. Quanto è scritto in esso, riguarda non soltanto Adamo ed Eva, nostri progenitori, ma tutti noi, ogni uomo e ogni donna che sono vissuti, vivono e vivranno sul pianeta Terra.

Il tentatore è suadente. Insiste e non dà tregua. Conosce le tattiche più efficaci per farci cadere in trappola, per farci crollare, per colpire al cuore ciascuno di noi. Sa bene come insinuarsi nelle menti e come usare ogni piccolo spiraglio che lasciamo aperto, a volte per superficialità, a volte per distrazione, sempre tutte le volte che pensiamo di poter fare a meno dello Spirito Santo, di Cristo Gesù, della Vergine Maria, della grazia di Dio, della Chiesa, della comunione vicendevole vissuta nella verità del Vangelo.

Satana è la «più astuta tra tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore» (cf. Gn 3,1). È angelo ribelle che ha perso per sempre la salvezza e vuole che ciò accada anche a tutto il genere umano. L’invidia e la malvagità lo muovono e orientano ogni sua scelta.

Egli sa scegliere il tempo giusto per colpire. Sfrutta la salute, per farci dimenticare di nostro Signore, per separarci da lui che è la vera Vite, per farci pensare che lui è geloso di noi, ci odia a morte ed è bene sostituirlo con i falsi idoli, i vitelli d’oro: il denaro, il benessere, la finanza, il divertimento, il peccato nelle sue più orrende manifestazioni.

Satana sfrutta la malattia e la sofferenza per farci cadere in crisi e lentamente condurci alla disperazione. Ci fa vedere le prove della vita come una tragedia insormontabile e non come un’occasione per diventare più forti nell’amore, sostenuti dalla fede nella grazia di Dio e in ogni altro mezzo che l’Onnipotente Signore del Cielo e della Terra mette a nostra disposizione per divenire perfetti in Cristo.

Sfrutta anche la superbia innata in noi, che ci spinge a lavorare per la nostra gloria e non per la gloria di Dio. E sono molti coloro che cadono in questo tranello e si vendono l’anima pur di essere messi sul piedistallo del mondo per essere adorati, riveriti ed incensati.

Satana non ha pietà di nessuno e vuole tutti nel suo regno di tenebre. Per lui siamo tutti carne da macello, prede succulente della sua malizia e bocconcini prelibati delle sue fauci di leone ruggente (cf. 1 Pt 5,8).

Vigiliamo e non abbassiamo mai la guardia, perché quel che è successo nell’Eden all’inizio dei tempi, succede in ogni luogo in ogni tempo! Oggi, domani e sempre.

Purtroppo però l’uomo è stolto, superficiale, presuntuoso. Scherza con il serpente antico, molto di più di come ha fatto Eva. Si trastulla nel dialogare con lui. Si lascia conquistare dalle sue false promesse.

Personalmente inorridisco tutte le volte che sento dire – anche da chi si dice teologo e biblista – che quanto narrato nel libro della Genesi e che riguarda Adamo ed Eva è una favola, un mito, una sorta di storiella scritta da qualche giullare di corte. È vero, c’è un genere letterario utilizzato e un linguaggio simbolico che vanno presi in considerazione; ma negare la verità storica ed eterna che lo Spirito Santo ci annuncia per il nostro più grande bene è grande disonestà intellettuale e teologica. È errore assai grave. È cadere in tentazione e diventare voce del serpente antico, piuttosto che essere voce del Creatore e Redentore dell’uomo: Cristo Gesù.

La prima Domenica di Quaresima ci mette in guardia, perché se non impariamo, come il nostro divin Maestro, a riconoscere e a vincere ogni sorta di tentazione, non potremo mai edificare il Regno di Dio. Se poi leggiamo la Sacra Scrittura in modo ereticale e svuotiamo i testi che la compongono del significato salvifico in essi contenuto, provochiamo danni enormi alle presenti e future generazioni. E di questo siamo altamente responsabili.

Iniziamo dunque il cammino quaresimale con gli occhi aperti e il cuore pronto a combattere ogni giorno contro il nemico, anche noi mossi dallo Spirito Santo e rivestiti delle sante virtù. Non ci lasciamo confondere, ingannare e stordire da nessuno. Preghiamo tanto, senza stancarci, e rifugiamoci ogni giorno sotto il manto della Vergine Maria, nostra Madre e Regina.

Ella, che è Fortezza inespugnabile contro le insidie del Maligno e dei suoi alleati, ci soccorra nei momenti di tentazione e ci renda vittoriosi nella buona battaglia al fine di custodire la fede e crescere nell’amore del suo figlio Gesù.

 

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