Gesù ha compiuto la sua missione pubblica sempre mosso dallo Spirito Santo. Nulla ha deciso, nulla ha detto, nulla ha fatto senza di Lui. E questo sia nei momenti più difficili e delicati della sua vita, sia in quelli ordinari e tranquilli.
Da qui l’efficacia della sua azione evangelizzatrice: la capacità di illuminare le coscienze, convertire i cuori, consolare gli animi afflitti, creare la speranza attorno a sé, infondere pace e generare salvezza, sconfiggere il principe delle tenebre.
Le parole di Giovanni Battista ai suoi interlocutori, che riporta il Vangelo di questa Domenica, dicono in maniera eloquente uno degli aspetti essenziali del mistero di Cristo Gesù nel suo essere Figlio unigenito e inviato del Padre in mezzo agli uomini per la loro Redenzione:
«Giovanni testimoniò dicendo: “Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio”» (Gv 1,32-34).
Non solo in quanto Dio, anche in quanto vero uomo, Gesù mai si è separato dallo Spirito Santo che al Giordano è sceso su di lui e su di lui è rimasto sino a quando ha esalato l’ultimo respiro dall’alto della Croce.
È in tale prospettiva che comprendiamo il fallimento di tanti cristiani. Si riceve lo Spirito Santo nei Sacramenti, ma poi lo si parcheggia nel garage del dimenticatoio o addirittura lo si scaccia via dal proprio cuore, perché si vuol fare ciò che a Lui non piace.
Con il Battesimo si diventa dimora dello Spirito Santo. Con la Cresima lo si riceve nei suoi sette doni, e poi non lo si invoca quando si devono prendere decisioni importanti e meno importanti. Non lo si invoca quando è difficile portare la croce o rimanere inchiodati su di essa. Non lo si invoca per vincere il peccato e acquisire le virtù. Non lo si invoca quando si è sul campo di battaglia dinanzi a nemici astuti e agguerriti, che vogliono distruggere il Regno di Dio.
Chi vuole continuare l’opera salvifica di Cristo Gesù non può agire in tal maniera. Deve piuttosto imitare il suo Maestro e vivere e operare in perfetta sinergia con Colui che gli è stato dato in dono ed è stato effuso su di lui.
Lo Spirito Santo è l’occhio del cristiano. Occhio che vede lontano, scruta i segreti dei cuori, non si lascia ingannare dalle apparenze e da quanti sono maestri di falsità. Lo Spirito Santo è la Sapienza perfetta che mette sulla bocca il silenzio oppure la parola giusta da dire a quanti si hanno dinanzi. È Colui che dona saggezza, discernimento, prudenza e ogni altra virtù, attimo dopo attimo, affinché ogni cosa sia fatta secondo la volontà di Dio e non secondo la volontà degli uomini.
O camminiamo con lo Spirito Santo e mossi da Lui oppure non siamo cristiani. Prima ce ne convinciamo, meglio è per tutti, perché senza di Lui trionfa la nostra fragilità, siamo succubi del pensiero del mondo, siamo “canne sbattute dal vento”, siamo gente presuntuosa e incorreggibile.
Preghiamo dunque senza stancarci! Invochiamolo, sapendo che Egli dimora in noi che siamo figli di Dio. Non opponiamogli resistenza, e lasciamo che come vento leggero ci conduca là dove lui vuole. Solo così saremo “luce del mondo e sale della terra”.
La Vergine Maria, nostra Madre e Regina, interceda per noi e ci ottenga la grazia di un cuore docile e di una mente pronta ad accogliere il suo mistico Sposo.
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