I superbi saranno come paglia che brucia – XXXIII Ord (C)

I superbi saranno come paglia che brucia – XXXIII Ord (C)

La superbia è vizio capitale per eccellenza. Essa è all’origine di ogni peccato, perché il superbo si pone al di sopra di tutti, anche di Dio, e cammina secondo i propri pensieri, cioè nella disobbedienza alla Legge del Signore e ai suoi comandi.

Costui vive in modo totalmente autonomo. Non gli interessa di conoscere il progetto che Dio vuole realizzare con lui, se mai crede nell’esistenza di Dio e nella possibilità di conoscere la Sua volontà.

È uomo sordo e cieco. Non per questioni di natura creata, ma perché tale è divenuto per scelta, giorno dopo giorno. Sordo, perché si tura le orecchie quando qualcuno ha da dirgli qualcosa, fosse anche per il suo bene. Cieco, perché non vede altro che se stesso. Dio è un idolo muto della sua mente e gli altri sono persone da usare per i propri scopi.

Il superbo è pieno di sé. Con estrema facilità perde la pazienza e non di rado è anche presuntuoso, cioè presume di essere ciò che non è e di possedere carismi e competenze che non possiede.

Primo artefice e maestro di superbia è Lucifero. Non vide la sua bellezza come dono di Dio da custodire e usare per rendere gloria al Creatore, ma come pretesto per mettersi al posto di Lui. Per tale motivo fu precipitato nelle tenebre eterne e da lì iniziò ad essere stratega dell’inganno e operatore di iniquità.

Superbo e arrogante Satana non sopporta che gli uomini si salvino e abbiano ciò che lui ha perduto per sempre e così si industria giorno e notte per tentarli in ogni modo e condurli a perdizione. Cieco e spietato concepisce il male e lo realizza a discapito di chiunque, piccolo o grande che sia, sano o malato, ricco o povero.

Anche per l’uomo e la donna però vale la stessa legge. Chi lascia spazio alla superbia e la coltiva nel suo cuore ne gusta i frutti avvelenati. Diventa ribelle, pretende di governare la vita degli altri per asservirli ai propri scopi, manipola le menti dei più fragili, pretende di bastare a se stesso, muove guerra a coloro che in qualche modo possono ostacolare la sua corsa verso la conquista della gloria umana.

Non è un caso che San Giovanni Apostolo ponga la superbia della vita – insieme alla concupiscenza della carne e alla concupiscenza degli occhi – come ciò che ci fa scegliere il mondo anziché Dio come nostro tesoro prezioso da amare (cf. 1 Gv 2,15-17).

Tali mali offuscano la mente e rendono schiavi. Trasformano la vita terrena in un penoso pellegrinaggio nel deserto infuocato della storia. Inquinano il cuore e allontanano dall’amore vero verso Dio e verso i fratelli.

Tuttavia a tali mali c’è rimedio, poiché Cristo Gesù è venuto in nostro soccorso e con la sua Pasqua di morte e resurrezione ci ha procurato i beni della salvezza eterna, che se accolti nella fede ci guariscono e ci liberano dalla nostra condizione miserevole. La superbia è male endemico della storia dell’umanità di ogni tempo, perché essa non è fuori dell’uomo, ma dentro il suo cuore, la sua mente, la sua anima.

Pensare però di riuscire a sconfiggere un tale nemico con le proprie forze è pura follia. È essere già caduti nell’inganno di sempre, perpetrato dal serpente antico non solo nel cuore di Eva e poi di Adamo, quanto anche nel cuore di tutti coloro che escludono Cristo Gesù dalla loro vita e lo considerano inutile: «se mangiate dell’albero della conoscenza del bene e del male, se ascoltate la mia voce e vi fidate di me, diventerete come Dio…non avrete nessuno al di sopra di voi stessi che vi dice cosa fare, che vi indica ciò che è bene ciò che male. Sarete veramente liberi…» (cf. Gn 3,1-5).

Da tale tentazione diabolica tutti dobbiamo stare lontani. Dimenticare che siamo creature bisognose del Creatore e per di più peccatori bisognosi di misericordia, è l’errore che se commesso ci conduce a morte certa. Prima nel tempo, con la conflittualità interiore e l’incapacità di vedere e di fare ciò che è bene ed è giusto. Poi nell’eternità, che è di tenebra e dannazione eterna per quanti non si ravvedono e non si convertono al Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo.

La Vergine Santa, nuova Eva che ha schiacciato la testa del serpente con la sua umiltà e con la sua obbedienza perfetta allo Spirito Santo, ci custodisca sotto il suo manto e ci ottenga ogni giorno la grazia necessaria per fuggire ogni inganno e rimanere saldi nella verità, innestati in Cristo, nostro Redentore e Medico delle anime e dei corpi.

 

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