Insegnaci a pregare

Insegnaci a pregare

La preghiera è per il cristiano quanto mai necessaria. Essa è l’attività del cuore e dell’anima con cui egli eleva la propria esistenza in Dio e la sottrae alle vanità del mondo che affollano i pensieri e tolgono la pace.

È altresì fonte perenne di serenità perché impedisce che il male faccia breccia nel cuore e lo devasti con le sue false chimere e le sue mille idolatrie.

Chi vuole essere discepolo di Gesù non può non pregare. Egli deve sempre chiedere con ogni sapienza che il Cielo intervenga nella sua vita e lo sostenga con la sua benedizione. Siamo infatti fragili, manchevoli in molte cose, sempre pronti a cadere in tentazione e abili nel metterci nei guai. Senza la grazia di Dio siamo alberi secchi, terra deserta, arida, senz’acqua che non può produrre alcun frutto né per sé né per gli altri.

La preghiera è un grande atto di umiltà che il Signore sempre benedice e che non rimane inascoltato, mai. Gesù ce l’ha insegnato e noi dobbiamo credere nella sua Parola: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”…se voi riconoscete di avere bisogno del Padre mio celeste, Egli vi aiuterà. È questa una certezza che dobbiamo mettere nel cuore. È una promessa che Dio mantiene e sulla quale possiamo fondare la nostra vita senza temere di rimanere delusi. Il Padre celeste è Padre misericordioso e benevolo che accoglie le richieste dei suoi figli quando questi si rivolgono a lui con fiducia e attendono che Egli intervenga con sapienza.

La preghiera è necessaria e va fatta. Non bisogna pensare che il Signore sa di cosa abbiamo bisogno e quindi interviene a prescindere dal fatto che noi preghiamo o meno. Lui sa di cosa abbiamo bisogno, è vero, ma rispetta la nostra volontà e se noi non bussiamo con insistenza alle porte del Cielo, le grazie non ci vengono concesse. A volte addirittura, per forgiare il nostro spirito, ci mette alla prova e fa finta di non ascoltarci per vedere quanto abbiamo a cuore ciò che chiediamo.

Gesù nel Getsemani non si mise a dormire. Restò sveglio e chiese più volte al Padre suo che lo sostenesse in quel momento particolare della sua vita. La sua preghiera lo fece sudare sangue e non durò cinque minuti appena. Il Figlio di Dio “fu esaudito per le sue forti grida e lacrime” (cf. Eb 5,7-10) e non perché era Figlio di Dio. Se paradossalmente egli si fosse addormentato e non avesse elevato il suo spirito e la sua anima nel cuore del Padre, sarebbe anche lui fuggito come gli Apostoli dinanzi ai suoi carnefici.

Il Vangelo di questa Domenica è un invito a chiedere, a cercare, a bussare con insistenza, con cuore sincero e appassionato. È un invito a non ridurre la preghiera ad un gioco frivolo e senza senso. La preghiera che ci è chiesta e insegnata è la preghiera fiduciosa, invadente, diuturna che scuote le fondamenta del Cielo e butta giù la porta dell’Amico celeste perché l’urgenza è grande nel cuore della notte. Solo questa preghiera è ascoltata perché denota una volontà determinata, ferma e coraggiosa.

Tutti noi dobbiamo imparare a recitare con questo atteggiamento esistenziale il Padre nostro e a vivere in questo spirito il culto in tutte le sue forme. Troppo spesso le nostre preghiere sono preghiere distratte, annoiate, fatte “tanto per” e senza una fede vera. Ecco perché rimangono inascoltate e non sono capaci di cambiare la storia. La convinzione del cuore che crede nell’insistenza come via di esaudimento deve diventare stile di vita del cristiano nel suo rapporto con Dio altrimenti tutto rimane una buona intenzione e nulla di più.

In verità bisogna però che diciamo un’altra cosa. Pregare non significa soltanto chiedere che il Padre celeste esaudisca le nostre richieste. Se così fosse, saremmo figli viziati e la preghiera sarebbe ridotta ad un capriccio che vuole piegare Dio ai nostri desideri non sempre santi e conformi alla sua volontà. Pregare con cuore di figli significa cercare la volontà del Padre celeste nella certezza che è quella la via giusta da percorrere ed essere disponibili a compierla fino alla fine. Pregare con cuore di figli significa impegnarsi con tutte le forze a curare gli interessi di Dio e non i propri perché una grande gloria si innalzi dalla terra al Cielo per cantare la misericordia e la sapienza dell’Onnipotente.

Le richieste contenute nel Padre nostro sono allora tutte finalizzate al compimento della volontà di Dio in noi e attraverso di noi in ogni altro cuore. Non per nulla al centro di questa stupenda preghiera ispirata diciamo: “Sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra”. Se sapremo fare nostra questa intenzione e se avremo la saggezza di far confluire in essa tutte le altre, vivremo da veri figli di Dio, costruiremo il suo Regno, vinceremo il  male che ci assale e saremo strumenti di misericordia e salvezza per il mondo intero.

Che la Vergine Maria, nostra vera Madre, ci aiuti, ci soccorra e ci prenda per mano insieme agli Angeli e ai Santi.

 

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