Marta e Maria

Marta e Maria

Uno degli errori più gravi che l’uomo moderno sta commettendo è quello di trascurare il suo spirito e la sua anima finendo così per cadere in un perenne affanno per le cose del mondo che non gli danno pace. La trascuranza è figlia di una caduta dalla fede in Cristo.

È Cristo che oggi è considerato inutile se non addirittura fastidioso. È da molti visto come un personaggio di altri tempi che ha una parola “scaduta” e non più attuale. È lui che non è stimato né apprezzato, non è conosciuto né amato.

Un errore del genere sta seminando morte ovunque: nelle famiglie, nelle scuole, negli uffici, nei Parlamenti, nei laboratori, nelle Università ecc.

L’essersi sganciati da Cristo Gesù è essere caduti nella tentazione di sempre che vuole sganciare l’uomo dal suo Creatore per farlo precipitare nel baratro della morte più oscura. Poiché Cristo è il Mediatore tra l’uomo e Dio, tolto Cristo non c’è più comunione vera con Dio e l’uomo cammina con i suoi pensieri che non lo portano da nessuna parte. In fondo è questo che il serpente fece con Eva e continua a fare con ciascuno di noi: le fece pensare che non serviva ascoltare il Signore anzi che era molto meglio fare tutto il contrario di quanto da lui comandato per diventare onnipotenti.

Bisogna rimediare a tutto ciò e il Vangelo di questa Domenica viene in nostro aiuto. Esso ci presenta come personaggio da imitare Maria, sorella di Marta e di Lazzaro, che ha messo da parte ogni cosa ed ha accolto Gesù nella casa del suo cuore sedendosi ai suoi piedi per ascoltare la sua voce.

Maria si è scelta la parte migliore perché ha scelto la Parola di Gesù. L’ha posta a fondamento della sua vita reputandola più preziosa dell’oro e di ogni altra ricchezza. Su di essa ha costruito la sua casa che mai crollerà. Maria si è scelta la parte migliore perché ha capito che solo il cuore di Gesù è la fonte della vera sapienza, quella sapienza che non le sarà mai tolta e sarà per lei guida sicura nelle scelte di ogni giorno per rimanere saldamente ancorata al suo Signore.

Maria ci insegna che ascoltare Gesù è necessario a tutti: piccoli e grandi, sani e malati, sacerdoti e laici. È questo l’atteggiamento che ci preserva dalla stoltezza più grigia, dal consumare la nostra esistenza camminando nelle tenebre sballottati qua e là dagli affanni del mondo.

Se ci guardiamo attorno, ci accorgiamo facilmente di quanto sia attuale questa pagina di Vangelo. Esso – nella figura di Marta – disegna in modo vivace il ritratto dell’uomo di oggi che non di rado ha per sua compagna la frenesia, madre d’inquietudine e d’insoddisfazione. Costui non sceglie di mettersi ai piedi di Gesù e il baccano del mondo lo stordisce lo rende stressato e scontroso con tutti, anche con le persone più care.

Un particolare tuttavia bisogna che poniamo in evidenza. Lasciarsi prendere dagli affanni del mondo non significa per forza essere malvagi. Marta non era una donna cattiva. Ella voleva bene a Gesù e per lui era disposta a fare il meglio. Ma aveva sbagliato strategia perché non era partita dall’ascolto, bensì dall’azione. Agiva secondo il suo cuore ma senza prima chiedersi se Gesù aveva qualcosa da dirle, una via migliore da indicarle. L’errore di Marta è un errore di sapienza. Ella, seppur con rette intenzioni, pensò per un istante di essere abbastanza saggia da capire il da farsi in quella occasione particolare della sua vita. Avrebbe dovuto invece ricordarsi che il cuore di Cristo è la fonte da cui attingere istante per istante la sapienza necessaria.

Quanti oggi fanno l’errore di Marta! Molti addirittura sono tanto superbi da credere di non avere bisogno alcuno di Cristo e reputano le loro filosofie o quelle dei tanti pensatori atei superiori al santo Vangelo. Le conseguenze nefaste però sono sotto gli occhi di tutti. Non solo l’inquietudine, lo stress e l’affanno, ma anche l’iniquità che dilaga e rovina intere generazioni.

Tocca al cristiano intervenire con prontezza e creare attorno a sé una mentalità nuova che abbia nella fede in Cristo e nella sua sapienza il suo fulcro. Primo tra tutti dovrà egli curare la sua crescita spirituale e dedicare un tempo congruo all’incontro personale con lo Spirito Santo che dovrà metterlo in comunione con Cristo, suo unico Maestro. Trovare il tempo per questo incontro è urgente in questa nostra società che stordisce e bombarda da ogni parte i cuori e le menti tanto da drogarli con mille cose vane che lentamente li uccidono.

Se guardiamo la vita di Gesù ci accorgiamo facilmente che era questo il suo segreto: egli sapeva dosare in modo perfetto il tempo da dedicare agli uomini e quello da dedicare alla sua anima. Gesù ogni giorno saliva sul monte o si ritirava in luoghi deserti per ascoltare il Padre suo celeste e trovare ristoro in lui. Ecco perché non era stressato né frenetico. Mosso dalla sapienza dello Spirito Santo aveva uno stile di vita ordinato che gli permetteva di portare il peso della missione senza vacillare. Più di tutti egli fu uomo di grande disciplina interiore ed esteriore, capace di amare senza farsi trascinare lontano dal progetto che Dio aveva su di lui.

Scegliamo di sederci ai piedi di Gesù. Impariamo ad ascoltare la sua voce. Fidiamoci di lui e troveremo la serenità, figlia della sapienza che ci preserva da tanti guai.

Che la Vergine Maria, Madre della Redenzione, ci assista e ci prenda per mano. Ella che più di tutti ha ascoltato il suo divin Figlio ci insegni i segreti del suo cuore divino.

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