…pregate il padrone della messe…

…pregate il padrone della messe…

La preghiera per le vocazioni al Sacerdozio ordinato – che è raccomandata vivamente da Gesù nel Vangelo di questa Domenica – deve accompagnare le giornate e scandire i tempi del cristiano. Essa fa parte della sua essenza di discepolo di Cristo e testimone del suo amore nel mondo.

Nessuno si scandalizzi, ma il cristiano che non prega perché il Signore mandi operai nella sua messe non è realmente convertito né ha compreso la dinamica sottesa all’economia salvifica.

I motivi della necessità di tale preghiera sono tanti, ma trovano il loro punto di congiunzione nell’importanza del Sacerdote nella storia della salvezza che non è affatto secondaria. Il Sacerdote infatti è il cardine della Redenzione perché senza di lui non vi è vera e perfetta conformazione a Cristo Signore. Una tale affermazione potrebbe a prima vista sembrare esagerata, ma in realtà non lo è se si comprende che nell’economia salvifica Dio non opera direttamente in gran parte di ciò che Egli fa per il suo popolo. Anche ogni suo intervento diretto e straordinario rimanda sempre alla mediazione ecclesiale che ha nel Sacerdozio ordinato il suo perenne fondamento. Per intenderci, è attraverso il Sacerdote che l’Onnipotente riversa sul cristiano la sua grazia che, nella sua efficacia, redime, rigenera, crea ad immagine di Cristo crocifisso e risorto.

Basterebbe in realtà pensare all’Eucaristia. Che forse qualcuno può pensare di diventare conforme a Cristo senza mangiare il suo Corpo e bere il suo Sangue? Chi non si accosta al divino Banchetto rimane nella sua umanità misera, fragile, impastata di imperfezioni di ogni genere e avvolta dall’immanenza più oscura. L’Eucaristia è il Cibo del cristiano che vuole diventare in Cristo, per Cristo e con Cristo, agnello immolato sulla croce della perfetta obbedienza al Padre celeste per la salvezza del mondo intero. Dove manca l’Eucaristia non c’è Cristo, non solo nella sua presenza reale e sostanziale, quanto anche nella sua presenza ecclesiale, del suo corpo mistico. San Paolo poteva dire “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” perché mangiava l’Eucaristia con fede e si lasciava ogni giorno trasformare ad immagine del suo Maestro e Signore.

Ma bisogna dunque chiedersi: chi fa l’Eucaristia se non il Sacerdote, e ovviamente il Vescovo? Nessuno. Il Padre celeste non opera direttamente per nutrire i suoi figli con la Carne e il Sangue del suo Figlio. Opera per via mediata, attraverso il Sacerdote. Questo significa che se per assurso scomparissero dalla faccia della terra i Sacerdoti, non ci potrebbe essere salvezza perché non ci potrebbe essere l’Eucaristia. Pregare perché il Signore mandi operai nella sua messe significa allora pregare perché il Signore doni alla sua Chiesa l’Eucaristia e dunque la possibilità di salvarsi.

È un grande mistero, ma è così. Il cristiano allora, se comprende tutto questo, non può non prendersi a cuore le vocazioni al Sacerdozio ordinato. Lo deve fare per se stesso e per il bene di tutta la Chiesa e di tutta l’umanità.

Ma in verità il ministero del Sacerdote è infinitamente oltre l’Eucaristia, anche se è in fondo ordinato ad Essa e inscindibilmente legato ad Essa. Non abbiamo il tempo per approfondire la cosa e ci riserviamo di farlo in un altro momento, ma il Sacerdote è anche colui che solo perdona i peccati con l’autorità di Cristo; è colui che illumina le coscienze con la luce potente del Vangelo che egli è chiamato ad annunciare con il cuore del suo Maestro per toccare i cuori dei suoi discepoli; è colui che guida il gregge con mano sicura e braccio teso custodendolo dai lupi famelici che vogliono divorarlo; è colui che intercede presso il Padre perché riversi sui suoi figli e sul mondo intero la sua grazia e la sua benedizione; è colui che armonizza i carismi e crea quella comunione che vince ogni divisione e contrasto; è colui che colma l’abisso che c’è tra il Cielo e la terra perché è lui che è stato costituito da Dio punto di congiunzione tra il Cielo e la terra.

Veramente grande è il mistero che avvolge il Sacerdote! Esso va meditato, apprezzato, contemplato, custodito e difeso da quanti vorrebbero banalizzarlo e renderlo un fatto umano, senza alcun legame di trascendenza.

Se oggi non si prega per le vocazioni al Sacerdozio, e se addirittura si scoraggiano i giovani che vorrebbero consacrarsi al Regno di Dio, è perché si è smarrita la grandezza di questo particolarissimo e insostituibile ministero di salvezza.

Che la Vergine Maria, Madre del Sommo ed Eterno Sacerdote, illumini le menti e le renda capaci di vedere oltre l’apparenza per cogliere la sublimità di ciò che si cela dietro le sembianze umane di coloro che sono stati scelti e resi conformi al suo Figlio Gesù, Capo e Pastore del gregge.

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