La prudenza è virtù necessaria – XXIX Domenica Ord A

La prudenza è virtù necessaria – XXIX Domenica Ord A

La prudenza è virtù necessaria a coloro che vogliono costruire il Regno di Dio. Le insidie sono tante. Le tentazioni infinite. Il male sempre si abbatte sul discepolo di Gesù per confondere i suoi pensieri, farlo cadere in trappola e condurlo lontano dal compimento della volontà di Dio.

Se leggiamo la Sacra Scrittura, possiamo facilmente comprendere quanto ciò sia vero. Anche nel Paradiso terrestre, dove ancora tutto era ameno e incontaminato, il serpente cercò Eva, entrò in dialogo con lei e la spinse a rinnegare la Legge di amore dell’Altissimo. Sin dal principio della storia dell’umanità, e sino alla fine, è stato e sarà così: Satana non si dà per vinto. Egli vuole divorare le nostre anime e si serve di tutto e di tutti per riuscire nel suo intento.

La prudenza risulta così fondamentale. Essa è la nostra armatura di luce che ci protegge dai dardi infuocati del Maligno, se però la indossiamo.

Il Vangelo di questa Domenica ne è un fulgido esempio.

Gesù viene tentato da coloro che avrebbero voluto annientarlo e farlo scomparire dalla faccia della terra a causa della loro invidia e del loro cuore indurito che amava il peccato. I discepoli dei farisei e gli erodiani vanno da lui e con fare lusinghiero tentano di farlo cadere in trappola nel suo dire. La loro domanda in verità è un trabocchetto mortale:

«Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?» (Mt 22,16-17).

Se Gesù avesse detto che bisognava pagare il tributo, sarebbe stato accusato di collaborare con in Romani, oppressori del popolo Ebreo. Se avesse detto di non pagarlo, sarebbe stato denunciato come sobillatore e quindi considerato reo di morte. Come risulta chiaro, ai farisei e agli erodiani non interessava il parere di Gesù. Il loro scopo era semplice: accusare il Maestro e discreditarlo dinanzi a tutti, e magari riuscire anche a farlo morire miseramente.

Ma Gesù non cadde nelle loro grinfie. La sua prudenza fu somma. Con la sua risposta non diede occasione alla loro malizia di poterlo accusare, anzi, le sue parole furono un invito a ravvedersi da quel proposito malvagio. Gesù non agì semplicemente per difendersi. Agì anche per dare ai suoi interlocutori la possibilità di salvarsi, di comprendere che i loro pensieri erano pensieri satanici e che agendo in quel modo loro stavano tentando di distruggere il Regno di Dio.

La prudenza si riveste così di due dimensioni tra loro concatenate: evita che un male si abbatta sul missionario mandato nel mondo ad annunciare il Vangelo, e dà a tutti la possibilità di sintonizzarsi con la volontà di Dio. La prudenza pertanto è la virtù del soldato coraggioso che scende sul campo di battaglia e combatte con sapienza. La prudenza ci dona la parola giusta da dire se dobbiamo parlare. Ci fa fare silenzio se dobbiamo tacere. Ci indica gli atteggiamenti da assumere per evitare le mine antiuomo di cui è disseminato il nostro cammino. Ci guida in tutto ciò che siamo perché attraverso di noi si compia la salvezza.

La prudenza è necessaria per chi vuole essere missionario di Gesù. Dobbiamo sempre tenere presente che il male non sopporta che noi diventiamo strumenti dello Spirito Santo perché sa che questo significa distruzione per il regno delle tenebre. E pertanto si abbatte su di noi senza alcuna pietà. Non si dà pace e non ci lascia in pace. Usa ogni mezzo per farci cadere. È scorretto e sempre pronto a colpire anche alle spalle i suoi avversari. Ma la battaglia si può vincere. Ad una condizione però: che non siamo superficiali e sempliciotti. Soprattutto non dobbiamo pensare che il male non esista e che Satana sia uno stupido.

Gesù ce l’ha insegnato e ce l’ha anche detto: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe» (Mt 10,16). A noi la scelta: se credere nella sua Parola o in quella dei mille falsari della verità che oggi dicono che tutto si può fare, tutto si può dire, dovunque si può andare perché tanto non c’è niente di male perché il male non esiste.

La Vergine Maria, che ha schiacciato con il suo calcagno la testa del serpente antico, ci custodisca sotto il suo manto e ci ottenga il dono della santa prudenza.

Clicca sul link seguente per la Liturgia di questa XXIX Domenica Tempo Ordinario (A)

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