Il Matrimonio: comunione di amore irreversibile – XXVII Domenica Ord (B)

Il Matrimonio: comunione di amore irreversibile – XXVII Domenica Ord (B)

Nel progetto di Dio il Matrimonio è comunione di amore irreversibile, per tutta la vita, tra un uomo e una donna. È mistero di donazione totale e reciproca, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, senza riserve e condizioni. È altresì manifestazione visibile di quell’amore più alto e perfetto che Dio nutre per l’umanità e che gli sposi sono chiamati a realizzare, con la gradualità necessaria, nella loro unione coniugale e vita familiare.

Solo se visto in questa luce il Matrimonio può essere vissuto in modo autentico e prima ancora compreso nella sua sublime sacralità che lo avvolge come di un manto. Dall’amore degli sposi infatti, che diventa incontro fecondo di due corpi e di due anime, nasce la vita umana, viene al mondo una creatura fatta ad immagine e somiglianza di Dio (cf. Gn 1,26-27) avvolta da un mistero che va infinitamente oltre coloro che lo hanno generato, perché tale mistero ha le sue ragioni nel cuore dell’Onnipotente.

L’ottica della fede è necessaria per evitare di scadere in una concezione aberrante, e a volte blasfema, dell’amore coniugale che mortifica sia le potenzialità della natura umana, sia l’onnipotenza della grazia di Dio che è capace di elevare l’amore degli sposi da amore semplicemente umano ad amore soprannaturale.

Purtroppo la tentazione è sempre alle porte e fa breccia nelle menti degli uomini tanto da diventare spesso “tendenza culturale” condivisa da molti. È quello che sta accadendo oggi più che mai. La tentazione fa leva sulla fragilità umana e spinge giovani e adulti a pensare che non sia possibile la fedeltà coniugale o che sia una sorta ci autocondanna all’infelicità.

Ma questo è il risultato di una mentalità edonistica che avanza e che riduce tutto a piacere e a sensualità, a volte persino perversa. Si cade dalla fede, non si legge tutto alla luce della Parola di Dio e il risultato è tragico: si distrugge la famiglia e si è incapaci di credere in essa e in ciò che la rende la culla della vita e il luogo naturale in cui la persona umana deve crescere, stabilizzarsi nella sua identità, diventare forte e capace di affrontare la vita, sperimentando giorno per giorno l’amore di Dio che ha come suo primo canale di diffusione, udibile e visibile, le relazioni familiari.

La durezza del cuore è all’origine di ogni falsa concezione del Matrimonio, della volontà di mortificarne la grandezza, la sublimità celeste, la stupenda bellezza:

«Gesù disse ai farisei: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”» (Mc 10,5-9).

È inutile voler risolvere i problemi del Matrimonio e della famiglia, che oggi sono tanti, con mezzi meramente umani, se questi non sono accompagnati e illuminati dalla sapienza che viene dall’Alto.

Se non cambia il cuore dell’uomo, che da cuore di pietra deve diventare cuore di carne, è impossibile pensare ad una vita matrimoniale in cui gli sposi vivono nella perfetta, e sempre più pura, donazione reciproca. È impossibile eliminare l’adulterio, che sempre seminerà sofferenza, devastazione e morte. La legge della carne, l’opportunismo, il proprio tornaconto personale, l’egoismo, la concupiscenza divorante, la falsità, l’inganno, il tradimento, il piacere fine a se stesso e la perversione della stessa natura umana avranno il sopravvento.

È il cuore dello sposo che deve amare la sposa e il cuore della sposa che deve amare lo sposo. Ma se questi due cuori sono di pietra o non sono costantemente rigenerati dalla grazia di Dio, che si riceve in particolare nei Sacramenti e che si ravviva nella preghiera, l’amore coniugale sarà amore assai imperfetto. Sarà in molti casi impossibile, di breve durata e comunque non riuscirà mai a realizzare la sua vocazione ad essere amore in tutto simile a quello che Cristo ha ed ha avuto per la sua Chiesa, sua mistica Sposa: amore crocifisso, amore fedele sino alla fine, amore che redime e innalza.

Oggi più che mai le nuove generazioni – e non solo le nuove – vanno aiutate a credere nel Matrimonio. Non quello che il mondo vorrebbe, ma quello che Dio ha pensato sin dai primordi della creazione. È compito di ognuno dare una mano in tal senso e fare di tutto perché la verità dell’amore trionfi.

La famiglia, fondata sul Matrimonio vissuto secondo il progetto di Dio, è essenza della salvezza e bisogna che ognuno di noi la difenda con i denti da quanti giorno per giorno la vilipendiamo con teorie diaboliche che altro non fanno se non distruggere l’umanità.

Che la Vergine Maria ci aiuti. Ella che a Cana ha mostrato a tutti quanto grande è il suo amore per gli sposi, per i giovani, per tutti noi che siamo suoi figli e abbiamo bisogno di una famiglia che viva, sperimenti e proclami l’amore sponsale e familiare secondo il cuore del Padre celeste.

Clicca sul link seguente per la Liturgia della XXVII Domenica del Tempo Ordinario (B)

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