Gesù condannato a morte

Gesù condannato a morte

La condanna a morte di Gesù, prima di ogni cosa, è frutto dell’invidia satanica dei Sommi Sacerdoti, degli Scribi e dei Farisei.

Furono loro che da subito, ascoltando la sua Parola che li invitava alla conversione e rendendosi conto che la gente andava innamorandosi del suo modo di essere e di agire, chiusero il loro cuore alla grazia di Dio e si scagliarono contro di lui con la volontà determinata di farlo tacere.

L’invidia è la piaga di sempre. Per invidia Satana tentò Eva e dopo averla ingannata la trascinò nella morte spirituale e fisica. Per invidia Caino, con vile sotterfugio, uccise Abele. Per invidia Giuseppe fu venduto dai suoi fratelli. Per invidia Gesù ebbe vita assai difficile e venne consegnato nelle mani dei pagani per essere crocifisso e ucciso crudelmente. Ancora oggi l’invidia semina morte e distruzione in ogni ambito della società e della Chiesa.

Quante volte invece di gioire per i doni che Dio fa ai suoi figli ci si lascia vincere dalla tentazione e si cade nella stolta tristezza di pensare che il fratello è usurpatore di gloria e non manifestazione dell’onnipotenza divina. L’invidia deve essere estirpata dal cuore del cristiano, con fermezza e grande determinazione. Bisogna per questo aggrapparsi alla grazia di Dio e fare ad essa ricorso abbondante attraverso i Sacramenti della Confessione e dell’Eucaristia. Bisogna convincersi altresì che “tutti abbiamo bisogno di tutti” perché lo Spirito Santo nella sua sapienza eterna ci crea in comunione e distribuisce a ciascuno i doni necessari per la nostra salvezza. Ogni buon dono e carisma viene da Dio e pertanto ognuno deve impegnarsi a far sì che non vada perduto ma si sviluppi in pienezza, sia per ciò che riguarda se stessi che gli altri.

All’invidia dei Sommi Sacerdoti si aggiunse l’irresponsabilità e la debolezza di Pilato. La sua fu una colpa grande perché egli aveva capito che Gesù era innocente ma preferì non schierarsi dalla sua parte per vili interessi mondani. Pilato era uomo schiavo di se stesso e di un sistema di relazioni dove Dio era totalmente escluso. Era schiavo di Cesare e di tutti i suoi alleati che invece di vivere il loro ruolo politico-sociale-religioso per servire la verità di Dio e dell’uomo giocavano con la propria vita e con quella altrui. Dio era escluso dalle loro relazioni perché ciascuno viveva assecondando i propri pensieri e desideri carnali e non si chiedeva minimamente quale fosse la volontà di Dio su di sé e sugli altri.

È questa una forma di “ateismo pratico” ancora oggi diffusa, persino in diversi ambienti religiosi. Tutti noi possiamo cadere in essa e perciò dobbiamo vigilare con somma attenzione. Se la nostra fede non è autentica – perché non è adorazione di Dio e ricerca costante della sua volontà – anche noi cadremo nella schiavitù della vanagloria e saremo incapaci di schierarci dalla parte di Cristo, Verità eterna che mai tramonta. Le parole di Gesù a Pilato sono quanto mai eloquenti: «Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce» (Gv 18,37).

Lavandosi le mani e dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue; vedetevela voi» (Mt 26,24) Pilato si è condannato da se stesso. La sua stoltezza è stata grande. Egli non può essere giustificato. Poteva fermare il male e non l’ha fatto. Poteva dire no all’invidia dei Sommi Sacerdoti e non l’ha detto. Invece di essere paladino della giustizia in conformità al suo essere Governatore della Giudea, ha agito da iniquo e ha aumentato la spirale di male che si è abbattuta su Cristo.

Anche noi però facciamo la stessa cosa se “ci laviamo le mani” trincerandoci dietro mille falsità per non assolvere ai nostri doveri e non assumerci le nostre responsabilità. Dobbiamo avere il coraggio di contrastare il male con tutte le nostre forze e la saggezza di vivere santamente il nostro ministero. I genitori, i Sacerdoti, gli insegnanti, gli educatori, i politici, gli economisti, chiunque può essere Pilato. Solo la fede in Cristo e l’amare lui possono salvarci.

 

Domande di riflessione:

In quale Vangelo è detto in modo diretto che Pilato capì che Gesù gli era stato consegnato per invidia? L’invidia trova spazio nel tuo cuore? Cos’è l’invidia? Quale differenza c’è tra invidia e gelosia? La vanagloria trova spazio nel tuo cuore? Perché la vanagloria ci fa schiavi? Sei capace di spezzare la catena del male? Qual è la via primaria per spezzare la catena del male?

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