Cercare Gesù con cuore sincero – XVIII Domenica Ord (B)

Cercare Gesù con cuore sincero – XVIII Domenica Ord (B)

Tutti dobbiamo cercare Gesù con cuore sincero, perché solo incontrandolo possiamo essere salvati. Senza di lui – si creda o non si creda – siamo destinati a morire nel nostro peccato, che purtroppo è nostro compagno di viaggio sin dalla nascita.

Gesù è il Dono che il Padre celeste ha fatto all’umanità – e non solo alla Chiesa – perché questa possa essere liberata dalla schiavitù del male, possa conoscere la Verità, possa risorgere a vita nuova. Gesù non è un dono qualsiasi, un dono come tutti gli altri, ma il Dono per eccellenza di cui tutti abbiamo bisogno. Lo dice bene San Pietro, negli Atti degli Apostoli, rivolgendosi ai capi del popolo, ai sommi Sacerdoti del tempo e agli anziani di Gerusalemme, e lo dobbiamo dire noi al mondo intero, senza paura e senza vergogna: «In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati» (At 4,12).

Cercare Gesù è la scelta che ogni uomo deve fare, costi quel che costi. Sui suoi passi bisogna mettersi, le sue tracce bisogna seguire, le sue orme bisogna calcare:

«Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: “Rabbì, quando sei venuto qua?”» (Gv 6,24-25).

Tuttavia bisogna stare attenti. Vi è una ricerca vera di Cristo e vi è una ricerca falsa. Tutto dipende dal nostro cuore.

Se il nostro cuore è attaccato alle cose della terra, siamo fuori strada e dobbiamo cambiare prospettiva. Cerchiamo Gesù perché ci liberi dalla fame materiale, dalle nostre piccole e grandi sofferenze, dai problemi legati al nostro o altrui peccato che ha risvolti sociali ed economici planetari. Una ricerca di questo tipo non è gradita al Cielo. Non ci salva, perché manca di un elemento fondamentale: la costante ricerca della volontà di Dio.

Cercare Gesù è per noi di vitale importanza, ma lo dobbiamo fare con la consapevolezza che lui è venuto in mezzo a noi per insegnarci a camminare secondo i suoi pensieri e non più secondo i nostri. I suoi pensieri salvano, i nostri ci portano alla rovina. Di questo dobbiamo esserne convinti, altrimenti sviliamo la missione del nostro Maestro e lo riduciamo ad un messia umano per le cose umane. Di questi messia ce ne sono già troppi, e il mondo non ne ha alcun bisogno.

Come alla folla del Vangelo di questa Domenica, Gesù chiede anche a noi di fare un salto nella fede: dal pane materiale al pane celeste, da una visione immanente del suo messianismo ad una visione soprannaturale, dalla pretesa di volere che Dio faccia la nostra volontà all’umile accoglienza di tutto ciò che lui ha pensato per noi:

«Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo» (Gv 6,27).

Il cibo che dobbiamo procurarci, e che dobbiamo chiedere a Gesù quando lo cerchiamo, è la volontà di Dio. Solo questa non si corrompe e dura per sempre. Solo questa è capace di cambiare la nostra vita, di elevarla, di liberarla da tutti gli affanni che la soffocano giorno e notte. Solo questa ci dona la vera pace che non marcisce.

Chi cerca Gesù e si lascia da lui istruire nelle cose del Padre suo, mette ali di aquila e vede tutto con gli occhi di chi sa che questa è terra di esilio e la vera patria è nei cieli. Rimangono le sofferenze, le prove, la fatica quotidiana e le difficoltà, ma non sono più un peso insopportabile, anzi diventano un’occasione preziosa per purificarsi da ogni imperfezione e contribuire, con l’offerta della propria vita, alla salvezza dell’umanità.

Gesù va cercato, ma non per un pezzo di pane materiale. Una ricerca del genere è misera, inconcludente, inutile e vana. È una ricerca da persone stolte che non hanno capito che Gesù è il Figlio dell’Altissimo, è il Signore del Cielo e della terra, è lo Sposo dell’anima che sa amare come nessun altro ama. Ridurlo a un messia umano per le cose umane è cosa triste, assai triste. Gesù è il Pane vivo disceso dal Cielo che porta in sé ogni dolcezza, l’Eucaristia che ci nutre e ci consola, ci protegge da ogni male e ci rende forti contro la tentazione, sempre suadente, di vivere per la terra e non per il Cielo.

La Vergine Maria, Donna sapiente e nostra vera Madre, venga in nostro aiuto e ci insegni a cercare secondo verità il suo divin Figlio.

Clicca sul link seguente per la Liturgia della XVIII Domenica del Tempo Ordinario (B)

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