Bartimeo, fulgido esempio da imitare – XXX Domenica Ord (B)

Bartimeo, fulgido esempio da imitare – XXX Domenica Ord (B)

Bartimeo, meglio conosciuto come il cieco di Gerico, è per noi tutti un fulgido esempio da imitare. I motivi sono tanti. Ne diciamo alcuni.

Anzitutto il suo grande desiderio di cambiare vita. Sappiamo dal Vangelo che a causa della sua cecità egli viveva sul ciglio della strada, potremmo dire ai margini della vita sociale. La sua condizione non gli permetteva di partecipare attivamente a quelle che erano le attività quotidiane della maggior parte dei suoi contemporanei. Era lì a mendicare per potersi sfamare, e costretto a chiedere aiuto per potersi spostare da un luogo ad un altro.

Un tempo ci vedeva, ora era nella cecità. La sua sofferenza era tanta e il suo dolore indicibile. Ma non per questo si rassegnò a rimanere in questo stato. In lui vi era un desiderio non comune di rivalsa, di riprendere il cammino, di iniziarne uno nuovo, di rialzarsi per poter dire la sua nella storia degli uomini e nella storia della salvezza.

Bartimeo è per noi di esempio perché ha voluto con tutte le sue forze migliorare la sua condizione esistenziale, senza paura e disposto a rischiare tutto pur di non rimanere nel buio. Lui non si è autocompatito per rinchiudersi in una sterile rassegnazione. Ha voluto fortemente cambiare e ha combattuto per raggiungere il fine tanto desiderato.

Ma c’è un altro particolare nella vita di quest’uomo su cui dobbiamo riflettere: la sua fede incrollabile. Bartimeo non aveva la vista degli occhi, ma aveva quella del cuore e dell’anima. Lui sapeva che da solo non poteva risolvere il suo problema. Sapeva anche che molti, invece di aiutarlo, lo avrebbero ostacolato, vinti dalla fragilità della condizione umana e da quella sottile indifferenza verso quanti sono nella grande sofferenza. E così trasformò il suo dolore in un grido supplichevole verso Colui che di certo avrebbe avuto pietà di lui: Gesù, il Figlio di Davide.

«E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!”. Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”» (Mc 10,46-48).

Bartimeo unì la sua volontà forte, il suo desiderio di ricominciare daccapo, alla fede in Cristo Signore. Egli non si scoraggiò dicendo: “per me non c’è più niente da fare, rimarrò quello che sono finché avrò vita”. Alzò gli occhi al Cielo e Gesù gli concesse la grazia della guarigione e il dono della salvezza.

Da Bartimeo tutti dobbiamo imparare. Non possiamo abbatterci dinanzi alle difficoltà della vita né della missione che nostro Signore ci affida e che è quella di portare a tutti il Vangelo che salva. Non possiamo accontentarci di rimanere ai margini della storia della salvezza, ciechi e rinchiusi nel buio delle nostre paure. Non possiamo permettere che il dolore ci schiacci al suolo e abbia il sopravvento.

Dobbiamo anche noi reagire con tutte le nostre forze, non perdere mai la speranza, credere fino a che abbiamo fiato in gola che l’onnipotenza divina può fare molto di più di quanto noi possiamo solo immaginare. Dobbiamo soprattutto confidare, senza mai stancarci, nel grande amore di Gesù, che permette che noi siamo messi alla prova ma solo perché vuole che diventiamo forti nella fede per essere guariti e purificati come oro nel crogiuolo.

Come Bartimeo dobbiamo tutti gridare al nostro Dio le nostre suppliche, e una volta aperti gli occhi alzarci in piedi per seguire il nostro Maestro sulla via che conduce a Gerusalemme, dove l’offerta della nostra vita sarà totale, piena, perfetta.

Se lo vorremo, se non ci lasceremo condizionare da niente e da nessuno, potremo anche noi lasciare una traccia profonda nella storia della salvezza che tutti potranno vedere e ricordare per sempre.

La Vergine Maria, nostra Madre e Regina, interceda per noi presso il suo Figlio, renda forte la nostra volontà e invincibile la nostra fede.

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